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Il collaudo

I miei modelli > Absalut - DLG

È necessario curare con attenzione la programmazione della radio. Prima di montare la tiranteria, sarebbe meglio fare un setup preliminare della radio solo per quanto riguarda il centraggio delle squadrette dei servi. Al posto del filo fornito, ho preferito utilizzare una treccia plastificata di acciaio, che si trova nei negozi da pesca a un costo competitivo e che è ancora più leggera di quella da 0,3 mm, sicuramente troppo resistente e inutilmente pesante per i nostri modelli. A montaggio concluso si può passare al setup vero e proprio; le escursioni sono quelle consigliate dal costruttore:

Alettoni: 20 mm sopra - 18 mm sotto
Equilibratore: 10 mm sopra e sotto
Direzionale: max destra e sinistra

Si è preferito impostare, almeno per i primi voli, un dual rate del 50% sugli alettoni e del 70% sull'equilibratore, e anche un 20% di esponenziale solo sui primi. Avendo a disposizione una radio computerizzata (Multiplex Royal EVO 9), si è deciso di inserire alcune utili miscelazioni comunque disinseribili a piacere tramite swich. In termica la miscelazione denominata “snap-flap” (flapperoni miscelati con l'equilibratore) è molto utile, permettendo di sfruttare al meglio le termiche. Non dovendo usare il gas, si può sfruttare lo stick ad esso normalmente dedicato per variare la curvatura del profilo. Lo stick è così impostato:

dallo 0 al 25% della corsa: i flapperoni si muovono linearmente da 1,5 mm in basso verso la posizione neutra
dal 25 al 75% della corsa: i flapperoni rimangono in posizione neutra (si comportano solo da alettoni)
dal 75 al 100% della corsa: i flapperoni si muovono linearmente dalla posizione neutra verso 1 mm in alto.

Il primo quarto di corsa serve a frenare leggermente il modello e ad avere un assetto di minima velocità verticale, mentre l'ultimo quarto serve in fase di lancio per avere un profilo con minore resistenza o per sfuggire velocemente da una discendenza o ancora per esplorare celermente il campo di gara.

Tanti utilizzano anche la miscelazione cosiddetta "Combi Swich" ovvero quella che miscela il direzionale in funzione degli alettoni: io preferisco "miscelare" i pollici, anche perché dopo quasi un anno di volo con questi modelli ho capito che è indispensabile saper utilizzare il direzionale indipendentemente dagli alettoni.

Avendo a disposizione anche le fasi di volo, ne sono state settate due, una per il volo normale e una per l'atterraggio con tutti e due i flapperoni abbassati al massimo. Il baricentro è posizionato a 75 mm dal bordo d'entrata alla radice come indicato nelle istruzioni.

Il collaudo dell'Absalut si è svolto sul campo del GAT il 23 dicembre 2004, con una temperatura di circa un grado sotto lo zero. Ho montato il modello, ri-verificato il baricentro e fatto i primi lanci "diritti" per verificare il comportamento in planata; premetto che la mia esperienza con gli alianti dlg è ferma al Salomé per cui non ho molti termini di paragone. Subito però si vede la differenza: 20 g in meno e 4 dm^2 in più si sentono. Il risultato è una velocità sulla traiettoria molto più bassa e quindi anche una velocità verticale più bassa.

Dopo aver verificato il comportamento in planata, ho iniziato a lanciarlo a disco. I primi lanci sono obbligatoriamente molto lenti perché bisogna capirne bene il comportamento in questo particolare assetto di volo. Con il Salomé durante il lancio dovevo correggere picchiando pena un catastrofico looping: con questo modello mi sono accorto che non è assolutamente necessaria questa correzione, segno di un'ottima rigidità torsionale dell'ala.

Una volta raggiunta la quota massima possibile (che non è quella in cui il modello si ferma), si può dare un veloce colpetto a picchiare per metterlo all'assetto giusto di volo. La scelta del giusto momento della rimessa è essenziale per non perdere preziosi metri di quota. Se si picchia troppo presto, ci si accorge che il modello sarà ancora troppo veloce, perdendo energia cinetica. Se invece si picchia troppo tardi, come spesso accade, l'aeromodello rimane praticamente fermo in aria a velocità nulla, rendendo inevitabile un'affondata, e quindi perdita di preziosi metri di quota, per fargli riacquistare un minimo di velocità per sostentarsi. Il momento giusto per picchiare è quello in cui la velocità del modello durante la salita è pari (o appena superiore) alla velocità che dovrà avere durante il volo orizzontale.

Come tutti i modelli, anche questo F3K non è assolutamente difficile da far volare: grazie al suo elevato diedro è molto stabile attorno all'asse di rollio, mentre è un po' meno stabile attorno all'asse di beccheggio, ma questa caratteristica è inevitabile se si vuole un modello che segnali subito anche le minime termiche. Tutto il volo è atto alla minima perdita di quota, e anche durante la virata bisogna tenere bene in mente questo obbiettivo: bisogna dimenticarsi le virate solo di alettoni! Se si vuole fare una virata piatta, lenta e con poca perdita di quota bisogna imparare ad usare tanto e bene il direzionale. I tempi di volo in “piatta” assoluta si aggirano attorno agli 80 secondi circa; essendo il giorno del collaudo, i tempi non sono niente male!

Verso mezzogiorno sono riuscito ad agganciare forse l'unica termica di tutta la giornata, in testata pista, dove il terreno cambia colore, diventando più scuro. Subito il modello ha buttato su la coda, segno di un'entrata “frontale” in termica: ho allora subito attivato la miscelazione snap-flap e il modello, pur non guadagnando quota, almeno non ne perdeva. Per rimanere in termica ho inevitabilmente dovuto fare proprio una di quelle virate piatte di cui si parlava prima; nei mesi estivi è invece molto più facile riuscire a sfruttare le ascendenze, potendosi permettere anche dei discreti angoli di banco.

È necessario e doveroso fare una precisazione: se si vuole un aeromodello da tenere sempre in macchina da far volare in spazi ristretti oppure come “sondino” in pendio (quante volte al Mottarone l'ho dovuto fare…) è sufficiente saper “stare su tanto”, ma se si vuole partecipare a qualche gara, non basta saper volare per tanto tempo, bisogna anche sapere in quanto tempo scende il modello, bisogna conoscere molto bene tutte le sue reazioni, i suoi tempi e i suoi ratei di planata perché si deve anche imparare a farlo atterrare in mano se non si vogliono perdere preziosi secondi nel recupero.

Ogni gara è formata da più “task” ovvero prove: se avrete la pazienza di andare sul sito www.f3k-italia.it nella sezione “regolamenti”, vedrete che le prove non sono solo basate sulla durata ma anche sulla regolarità nei tempi di volo.
A dispetto della spettacolarità del lancio, non è assolutamente difficile: io ci sono riuscito subito assistendo alla gara del circuito Eurotour a Vercelli e guardando una buona quantità di filmati scaricati dalla rete.
La categoria F3K è forse la più economica tra quelle radiocomandate, e permette di essere già competitivi investendo una somma relativamente modesta.
Come avrete potuto constatare l'articolo è stato dedicato per la maggior parte alla costruzione perché è una fase che deve essere curata con estrema attenzione; sebbene le masse in gioco non siano particolarmente elevate, invece le velocità e i conseguenti carichi lo sono. A fronte di prove e di calcoli fatti, si può affermare che un modello di circa 300 g di peso durante l'uscita dal lancio ha una velocità che supera i 100 km/h, che induce un carico sulla fusoliera di circa 7,5 kg!

Il modello lo potete trovare da Corrado Conti ( corraconti@yahoo.it ).

Per tutte le informazioni sulle gare, i risultati e i regolamenti potete visitare il sito ufficiale italiano della categoria www.f3k-italia.it oppure contattare direttamente il responsabile della categoria Sergio Pers ( sergiopers@tiscali.it )

Un grazie al mio amico Simone per le foto durante il collaudo.

Qui potete trovare un filmato dell'Absalut
http://www.alevilla.it/absalut/absalut.wmv

Per qualsiasi informazioni potete scrivermi a alessandro@alevilla.it oppure telefonarmi al 3403301623

Buoni voli e felici atterraggi (in mano…)

Dati del modello in prova:
Apertura alare 1494 mm
Lunghezza 1170 mm
Profilo alare AG/TS (Mark Dreal based)
Superficie alare 24,3 dm^2
Peso 298 g
Carico alare 12,26 g/dm^2
Servi alari 2 x Power Blue 9
Servi fuso 2 x Protech 1049
Batterie 2 x Lipo con regolatore di tensione
Ricevente J-Tronik 5 ch
Trasmittente Multiplex Royal EVO 9

Pesi del modello in prova:
Ala
140 g
Fusoliera
52 g
Servi alari
2 x 9,5 = 18 g
Servi fusoliera
2 x 5 = 10 g
Ricevente
7 g
Piani di coda fibrati
17 g
Tutto il resto (batterie, piombi, incollaggi, spinette, ecc...)
53 g

TOTALE
282 g

 

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