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Il modello

I miei modelli > SALOME' - Horejsi Model

Salome - Il modello

Diverse vicissitudini, tra cui l’accelerata verso la fine degli esami universitari, mi hanno portato per il 2004 ad allontanarmi dalla solita attività aeromodellistica domenicale fatta di fun-fly, torque roll (se così si potevano chiamare...), ecc, per spostarmi verso un tipo di aeromodellismo più “Prête à porter”, fatto di modelli che non devi stare a pulire (diciamo pure a sgrassare) ogni volta, per cui non hai la necessità di portarti sul campo di volo mezza officina, fare il pieno e tutto il resto. Volevo qualcosa che mi permettesse di dire: “Vado fuori per un’oretta” e farmi almeno 50 minuti di volo, portandomi dietro esclusivamente la radio, il modello e basta.
Inoltre l’anno scorso mi sono avvicinato al volo in pendio e mi sono in pratica innamorato di questo modo di volare. Silenzioso, che ti permette di gustarti panorami stupendi…
Purtroppo però il pendio non è vicino a casa e, a causa delle sopraccitate motivazioni, non posso permettermi di andare a farmi un voletto in montagna quando ne ho voglia.
Invece con un hlg è tutto diverso. Non hai bisogno di un pendio e neanche di una pista di atterraggio. Inoltre dalle mie parti ci sono tantissime risaie che vengono usate solo d’estate quindi avrei un campo di volo virtualmente immenso! E poi il solo pensiero di poter stare in aria senza motore è una cosa che mi fa impazzire! Certo, bisogna essere capaci di stare in aria, ma se mai si incomincia…
E poi ogni tanto mi succede di andare in pendio e passare il pomeriggio a raccontarcela su allegramente a causa di condizioni di scarsa. Beh, spero proprio che questo non succeda più!
Da questi presupposti alla decisione dell’acquisto di un dlg il passo è stato molto breve. Essendo il primo aliante di questo tipo non volevo spendere molto, ma nel contempo avrei voluto qualcosa che mi permetteva anche di misurarmi con altra gente. Dopo aver speso nottate ad andare su e giù per la rete ho capito che il modello giusto poteva essere il Salomé.
Le recensioni che ho visto ne parlavano abbastanza bene e inoltre rispondeva ai requisiti ricercati.
Nella piccola scatola troviamo (quasi) tutto quello che ci serve per la costruzione: Le due semiali, la fusoliera, il trave di coda e gli impennaggi.
La costruzione mi ha impegnato circa una settimana.
La configurazione radio è la seguente:
- Batteria da 400 mAh Ni-MH
- ricevente J.Tronik 5 ch.
- 4 servocomandi GWS NARO.
La batteria è composta da 4 celle rettangolari recuperate dalle batterie dei cellulari. Pesa circa 40 grammi e svolge egregiamente il suo lavoro.
I servi purtroppo erano quelli che avevo in casa e mi sono dovuto accontentare. Presto monterò la versione cuscinettata.
La ricevente è, secondo me, un compromesso eccezionale tra peso, prestazioni e costo. Mai trovato nulla di meglio.

Il contenuto della scatola è quello che vedete sotto: le due semiali, la fusoliera, il trave di coda, i piani di coda verticali ed orizzontali, una bustina con le minuterie, un rotolino di termoretraibile, qualche pagina che spiega come assemblare il modello e una sorta di “disegno” (ci vuole coraggio a chiamarlo così…).
Vi consiglio fortemente di scaricare le istruzioni direttamente dal sito del produttore perché contengono alcune foto molto utili.

L'ala
È fatta con la tecnica del sottovuoto. Polistirolo estruso ricoperto da due strati di fibra di vetro da 27 g/dm^2 e carbonio unidirezionale a formare il longherone. Gli alettoni sono incernierati con la tecnica del peel-ply sotto la fibra di vetro. La semiala ha una sola centina di balsa alla radice. Il bordo di attacco è rinforzato con un nastro di kevlar piuttosto robusto.
In corrispondenza del pezzo di carbonio rettangolare c’è la sede per il servo alare.
Purtroppo l’ala non è esente da imperfezioni, sicuramente dovute al fatto che è interamente fatta a mano e che, dovendo risultare molto leggera, non sempre la resina è presente in giusta misura. Comunque la fattura non è certo scadente, anzi…

La fusoliera
In fibra di vetro gelcottata bianca. Al suo interno è già installato un dado griffato M4 per il fissaggio dell’ala. Per tutta la lunghezza della fusoliera corrono due roving di carbonio che ne aumentano notevolmente la resistenza durante la fase di lancio. La capottina è anch’essa in fibra gelcottata bianca.

I piani di coda
Sono costruiti in balsa leggero da 3,5 mm. Il direzionale è rinforzato in carbonio in prossimità dell’attacco con il trave di coda. Le parti mobili vanno incernierate con un apposito nastro per cerniere. Infine, prima di essere installati, vanno ricoperti con il leggero termoretraibile in dotazione.

La minuteria
La foto mostra il contenuto della bustina. Sono contenuti tutti gli accessori (squadrette, viti, filo, carbonio, ecc…) adatti per la finitura del modello. Sono molto leggeri, in sintonia con la filosofia hlg…

Una precisazione. Le istruzioni dicono di usare una colla epossidica tipo “5 minuti” ma io ho voluto usare una resina ad essiccazione più lenta (la classica UHU plus) essenzialmente per due motivi: a parità di peso ha una resistenza maggiore e una lavorabilità più lunga permette un riposizionamento con più tranquillità degli elementi da incollare.

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