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La coda

I miei modelli > Absalut - DLG

I piani di coda dell'Absalut sono di ottima balsa selezionata da 3mm molto leggera. Ovviamente ci sono due segni che indicano dove dividere la parte mobile da quella fissa.

Una delle poche operazioni “tradizionali” è quella della sagomatura dei piani di coda; si prende carta vetrata da 200, da 400, un tampone e tanta, tantissima pazienza. Si pesano i piani prima di iniziare e si elimina tutto il possibile, facendo assumere alla deriva una sezione simile a quella di un profilo simmetrico, mentre per il piano di coda è preferibile un profilo lievemente portante; a sagomatura ultimata si ottiene circa la metà del peso iniziale. Poiché la parte inferiore della deriva sarà anche quella che fungerà da pattino di atterraggio, può essere utile irrobustirla con carbonio laminato con colla ciano.

Ora è possibile ultimare i piani di coda come meglio si crede: si può utilizzare del termoretraibile oppure, della vetroresina. Il peso dei piani fibrati sarà simile (se si è parsimoniosi nell'uso della resina) a quello dei medesimi rivestiti in termoretraibile ma fibrandoli si ottiene un notevole aumento di resistenza. Vediamo come procedere con questa tecnica. Bisogna procurarsi:

- piani da fibrare
- resina epossidica
- tessuto di vetro da 25 g/m^2
- microballons
- piani di formica
- gommapiuma
- 30 kg di peso oppure cinque o sei morsetti
- cellophane abbastanza spesso

Bisogna prendere i piani e disegnarne il contorno sul cellophane; poi si taglia il tessuto oltre la dimensione dei piani stessi. Poi si prepara la resina, scaldandola per renderla meno viscosa: così si riesce a metterne in quantità minore stendendola meglio.

Si inizia a stendere sul cellophane la resina nel modo più uniforme possibile, andando anche oltre le sagome riportate; successivamente, con "estrema" cura, si stende il tessuto di vetro, che essendo molto leggero “non perdona”: infatti, non appena una piccolissima parte del tessuto tocca la resina, non sarà più possibile rimuoverla, pena buttare via l'intera pezza. Dopo che il tessuto si è completamente impregnato di resina, è obbligatorio prendere una spatolina di plastica o di compensato e, facendo molta attenzione, si inizia a rimuovere tutta la resina in eccesso. Volendo si possono usare anche dei fogli di carta assorbente da cucina. A questo punto è possibile posizionare il pezzo da fibrare.

Prima di attaccare l'altra pezza di fibra, è consigliabile stendere tutt'attorno al pezzo un sottile cordolo di resina addensata con microballons.

Ora si procede con l'altro lato, appoggiandolo al pezzo da fibrare: una volta preparati i due lati si mette il tutto tra la gommapiuma, anche piuttosto spessa, e poi tra i due piani di formica: il tutto deve essere messo sotto un bel peso oppure bloccato con i morsetti. A catalizzazione avvenuta, si possono togliere i due piani dalla gommapiuma e poi il cellophane.

Con le forbici si ritagliano gli eccessi di tessuto lasciando un discreto margine; con il righello si rifilano le parti diritte e con il tagliabalsa quelle curve, e si rifiniscono con la carta vetrata fine.

Successivamente si divide la parte mobile da quella fissa, si fanno i dovuti intagli e si incernierano le due parti. Con il modello è fornito anche un pezzo di tessuto di vetro per fare le cerniere, ma io ho preferito procedere con normale nastro trasparente da 12 mm, lo stesso utilizzato per riempire la fessura degli alettoni.

I piani fatti e finiti pesano ben 17 grammi: un po' troppo, considerato che sono in coda (NB: un grammo in coda equivale a circa tre grammi in punta, che sommati ne danno quattro...). Si potrebbero farne di più leggeri, magari in polistirene, sempre fibrato.

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