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I miei modelli > Easy Glider - Multiplex
Ricevuta la scatola (foto 1), dopo averla aperta ho iniziato a sfogliare le istruzioni in lingua italiana: la prima cosa che ho notato è stato che per il modello che è, mi sono sembrate di lunghezza eccessiva!!!! Dopo essermi procurato il necessario per l’assemblaggio (pochissimi utensili che tutti possediamo), ho incominciato ad esaminare i vari pezzi.
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Per agevolarne imballaggio e trasporto, l’ala è divisa in due, mentre il gruppo motore-riduttore-ogiva viene consegnato completamente assemblato; i pezzi restanti fanno presagire un assemblaggio molto facile.
Le istruzioni indicano di usare colla cianoacrilica con attivatore: essendo il primo aeromodello che assemblo costituito di questo materiale, ho preferito tralasciare l’attivatore per avere più tempo in caso di riposizionamento del pezzo da incollare. Infatti una delle particolarità di questo materiale è che si può incollare con normalissima colla cianoacrilica, senza dover usare la costosa ciano per polistirolo.
Un’unica accortezza: se si vogliono fare degli incollaggi più resistenti, è meglio passare della carta vetrata da 180 sulle superfici da unire.
Non illustro qui nel dettaglio la sequenza di montaggio perché è molto semplice; mi limito a darvi qualche consiglio e vi illustro le poche modifiche che ho apportato.
Come tutti i modelli ARF, è consigliabile “perdere” una mezz’oretta di tempo ed eseguire un montaggio “virtuale” del velivolo, prendendo in mano ogni pezzo e cercando di capire a cosa serve, dove va montato e in che modo.
Se già avete avuto a che fare con l’Easy Star, non possono di certo esservi sfuggiti gli innumerevoli “bollini” presenti su tutta la superficie dell’aeromodello: non sono altro che lo sfiato per lo stampo di Elapor (materiale simile al famoso EPP) di cui è fatto tutto l’Easy Glider. A qualcuno possono piacere, ma a me personalmente no; quindi mi sono munito di carta vetrata medio fine (220 o 250 va benissimo) e ho impiegato parecchio tempo per toglierli tutti! È un lavoraccio lungo e noioso, ma poi ne rimarrete soddisfatti: la superficie del modello è così passata da lucida a lievemente opaca.
Le istruzioni sono fatte davvero benissimo e, a parte qualche simpatico errore di traduzione (si dice “saldatore”, non “saldatoio”!), portano anche il modellista meno esperto al completo assemblaggio senza esitazioni. Basta fare “esattamente” tutto quello che c’è scritto e non potrete assolutamente sbagliare. Ora sì che mi spiego le lunghe istruzioni per il montaggio!
Quando ho installato i bowden all’esterno della fusoliera, sono stato tentato di mettere anche dei rovings di carbonio, ma poi ci ho ripensato perché mi sembrava già abbastanza rigida.
Nella versione elettrica, in fusoliera va installato un pezzo di elapor per impedire al motore di rientrare. Durante i primi voli questo pezzetto si è dimostrato un po’ troppo debole, e ho constatato che permette al propulsore di rientrare di circa
In questa versione, è presente anche una biglia di acciaio da posizionare nella fusoliera in prossimità della coda (forse per equilibrare il peso del motore), e io l’ho posizionata dove indicavano le istruzioni. Durante il centraggio statico, però, ho dovuto aggiungere in punta ancora
Prestate molta attenzione quando si attacca in coda l’unica cerniera che c’è nel modello: prima di inserirla nello scasso preventivamente fatto con un cutter, consiglio di irruvidirla con la stessa carta vetrata che avete usato per gli incollaggi in modo da far aderire meglio la colla.
Le aperture nella fusoliera sono fatte per dei servi Hitec HS-81 e nelle semiali gli scassi sono dimensionati per ospitare degli HS-55. Sia nella fusoliera che nelle semiali ho installato degli HS-81: nell’ala ho dovuto allargare manualmente gli scassi per posizionarli.
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Provando ad inserire le semiali nella fusoliera, ho constatato un’elevata resistenza: ho pensato di usare la solita carta vetrata per grattare un po’ di materiale sia alla parte di ala che deve entrare nella fusoliera, sia nello scasso presente in quest’ultima per facilitare l’inserimento.
Per creare nell’ala la sede per la baionetta-longherone di vetroresina bisogna incollare una sorta di “tappo”. In quel pezzo è presente uno scasso che serve ad ospitare la spinetta della prolunga dei servi alari. Purtroppo il cavetto dei miei HS-81 era un po’ più lungo del previsto. Ho quindi dovuto spostare lo scasso tagliando e rincollando opportunamente un pezzettino di elapor direttamente preso dal “tappo”.
| <-- Il modello |